Articoli, Tra arte e sogno: una passeggiata alla Reggia di Caserta

Tra arte e sogno: una passeggiata alla Reggia di Caserta

Era il 1997 quando la Reggia di Caserta, il più grande palazzo reale al mondo, veniva inserita dall’UNESCO nella World Heritage List, il più importante, ma sicuramente non il solo, riconoscimento attribuito a quello che è considerato un autentico capolavoro di architettura e decorazione, un contenitore d’opere  d’arte ed il simbolo maggiore delle bellezza monumentale italiana. 

1.200 stanze, 1.742 finestre per un’area di 47.000 mq, 34 scale e 1026 camini: sono alcuni dei numeri da capogiro che caratterizzano il progetto del visionario architetto Luigi Vanvitelli, che realizzò il palazzo a partire dal 1752 (anno di posa della prima pietra) per volere di Carlo III di Borbone, bisognoso di una “dimora” che lo tenesse lontano dai nemici del mare. 

Il progetto, che rallentò solo nel ‘73 per la morte improvvisa dell’architetto, apparve fin da subito audace e complesso: 120 ettari di boschetti, fontane e giochi d’acqua, quattro cortili interni immaginati come piazze d’armi, una Pinacoteca, la Cappella Palatina, il Teatro di Corte e la Biblioteca, le Sale e gli appartamenti, gli accampamenti delle truppe, 1200 stanze distribuite su tre piani e il Museo dell’Opera, il tutto su una costruzione perimetrale rettangolare. Un progetto d’arte barocca, che fu quasi rigorosamente seguito, nonostante le difficoltà economiche all’ordine del giorno. 

Una nota particolare deve essere sicuramente dedicata ai giardini, quello all’italiana e quello inglese, collegati da due lunghi viali paralleli, interposti ad una serie di numerose fontane, riccamente decorate con alcuni dei simboli più importanti della mitologia greca. A tal proposito, nel 1787 giunse alla Reggia lo scrittore Goethe mentre eseguiva il suo Grand Tour, e meravigliato dai giardini così descrisse quella visita: 

«La posizione è di eccezionale bellezza, nella più lussureggiante piana del mondo, ma con estesi giardini che si prolungano fin sulle colline; un acquedotto v’induce un intero fiume, che abbevera il palazzo e le sue adiacenze, e questa massa acquea si può trasformare, riversandola su rocce artificiali, in una meravigliosa cascata. I giardini sono belli e armonizzano assai con questa contrada che è un solo giardino.»

Degna di nota, nel complesso delle opere che adornano il giardino è sicuramente la Grande Cascata In fondo al parco troneggia la Grande Cascata, da cui una notevole mole d’acqua precipita in un bacino adorno del celebre gruppo di Diana e Atteone (opera di Paolo PersicoTommaso Solari e Angelo Brunelli). Da una parte, Diana, circondata da ninfe, sta per immergersi nelle acque; dall’altra, Atteone, che aveva osato guardare Diana nella sua nudità, è già in parte trasformato in cervo e intorno a lui si agitano i cani che lo sbraneranno.

La Reggia di Caserta fu completata definitivamente solo nel 1847, grazie all’aiuto di numerosi progettisti che seguirono a Vanvitelli negli anni successivi. Lavori di ristrutturazione tengono sotto controllo il Palazzo, che risentii particolarmente della modernizzazione della Città, cominciata con la costruzione della stazione nei pressi della Reggia. 

La storia e la vita della Reggia, destinata a cambiare l’architettura mondiale é fatta di particolari, curiosità e minimi dettagli, impossibili da ricordare e da descrivere asetticamente. È un capolavoro, di arte e di magia, da visitare almeno una volta nella vita, a cuore aperto e con scarpe comode. 

Aperto tutti i giorni tranne martedì

  • Reggia: 8:30-19:30 (ultimo ingresso ore 19:00)
  • Biglietteria: 8:30-18.45

FONTI. 

  1. http://www.reggiadicaserta.beniculturali.it
  2. https://www.google.it/amp/s/www.studiarapido.it/la-fastosa-reggia-di-caserta/amp/
Articoli, Il Belvedere di San Leucio:il progetto utopico dei Borbone

Il Belvedere di San Leucio: il progetto utopico dei Borbone

Il Belvedere di San Leucio è un complesso monumentale risalente al XIX secolo, situato nell’omonima frazione della città di Caserta e riconosciuto, insieme alla Reggia, Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO.

Belvedere visto dall’alto

Il sito reale fu fortemente voluto dal re Carlo di Borbone, il quale ambì alla realizzazione di un grande progetto: dar vita ad una comunità autonoma, soprannominata “Ferdinandopoli”. Carlo di Borbone decise di formare i giovani del luogo mandandoli in Francia per apprendere l’arte della tessitura, per poi lavorare negli stabilimenti reali. Fu così che nel 1778 venne istituita una comunità nota come Real Colonia di San Leucio, basata su uno statuto che stabiliva leggi e regole valide esclusivamente per quella comunità. Fondato sui principi della meritocrazia e dell’uguaglianza dei cittadini, lo Statuto di San Leucio riconosceva vari diritti tra cui: l’assegnazione di una casa all’interno della colonia per ogni lavoratore della seteria; la formazione gratuita presso la prima scuola dell’obbligo d’Italia femminile e maschile, che prevedeva l’insegnamento di discipline professionali; l’assistenza agli anziani e agli infermi; l’abolizione della proprietà privata. Le abitazioni furono progettate tenendo conto di tutte le regole urbanistiche dell’epoca, affinché durassero nel tempo, e fin da subito furono dotate di acqua corrente e servizi igienici. Nonostante il progetto fosse all’avanguardia l’Unità d’Italia spazzò via il sogno utopico dei Borbone, ad eccezione delle tradizioni del luogo e della produzione tessile,che costituiscono ancora oggi il fiore all’occhiello della frazione casertana e non solo.

Interno del Belvedere

Il Belvedere di San Leucio dispone degli appartamenti reali, i giardini all’italiana e il Museo della Seta. Percorrendo il Belvedere, si passa davanti al Quartiere Trattoria, l’unico edificio costruito per Ferdinandopoli. Varcando il cancello d’ingresso, sormontato da un arco riportante lo stemma dei Borbone, è possibile accedere alla Reale Colonia di San Leucio. Quest’ultima è composta dai due casamenti dei quartieri operai, il san Carlo e il san Ferdinando, i quali sono collegati al palazzo reale da una scalinata a doppia rampa, che racchiude le scuderie reali. La fabbrica serica è un interessante percorso di archeologia industriale composto da sale con strumenti per la produzione e lavorazione della seta, un’ampia sala con telai in legno perfettamente funzionanti, una mostra di manufatti, la cuculliera e la filanda.

Telai del Museo della Seta

Infine i giardini all’italiana, posti su piani diversi e collegati da apposite scalette, accolgono fontane e alberi di frutta: pero, melo, limone, susino, pesco, melograno, albicocco, oltre ad un giardino di agrumi.

Giardino all’italiana del Belvedere

Dunque risulta impossibile non rimanere affascinati dalla storia di questo importante complesso monumentale, dove la combinazione del lavoro con l’innovazione hanno determinato lo sviluppo e il successo di un’arte così particolare e pregiata: l’Arte della Seta.

Indirizzo: Via Atrio Superiore – Frazione di San Leucio

Fonti:http://www.sanleucio.it/sanleucio/ http://www.sanleucionline.it/storia/codice3-corpo.htm